mercoledì 1 settembre 2021

Macedonia del Nord: Ohrid, il lago e i monasteri

 di Francesca Masotti

 


È nascosto nel sud della Penisola Balcanica, tra Albania e Macedonia del Nord -che lo possiede per 2/3: il lago di Ohrid è il più antico e profondo specchio d’acqua d’Europa. Dal 1979 il lato nord macedone fa parte della lista dei patrimoni mondiali dell’umanità stilata dall’Unesco (quello albanese, invece, è stato iscritto nel 2019) insieme all’omonima cittadina, Ohrid, un pugno di casette bianche con tetti di mattoni rossi, custode delle chiese e dei monasteri più belli del Paese. La “Gerusalemme dei Balcani”, uno dei soprannomi della città per via delle numerose chiese presenti -si narra che nell’antichità ne possedesse ben 365, una per ogni giorno dell’anno- è la cartolina della Macedonia del Nord.

 

 

 

Il centro storico di Ohrid è un gioiellino: strade lastricate, chiese ortodosse, muretti a secco, piazzette nascoste e case in stile ottomano. Tra tutte, spicca Casa Robevi, una maestosa abitazione del XIX secolo appartenente a una delle più facoltose famiglie nord macedoni, oggi sede del Museo Nazionale, che vanta una prestigiosa collezione di reperti archeologici rinvenuti nell’area. Una visita alla Cattedrale Sveta Sofja, al cui interno sono custoditi preziosi affreschi risalenti all’XI secolo, prima di raggiungere la Chiesa di Sveti Jovan Kaneo. Un luogo dal fascino unico non solo per via della sua antica storia -la chiesa è infatti dedicata a Giovanni di Patmos da molti studiosi considerato come l’apostolo Giovanni, autore del Libro della Rivelazione, l’ultimo libro del Nuovo Testamento- ma anche e soprattutto per le viste che regala sul lago. 

Oltrepassata la fitta pineta alle spalle della chiesa, ecco Plaošnik, l’area archeologica più estesa della Macedonia del Nord. Qui la storia si tocca con le mani: è nell’attuale Monastero di San Pantaleone, altro gioiello culturale, che, infatti, San Clemente, discepolo dei Santi Cirillo e Metodio inventori del glagolitico, il più antico alfabeto slavo mai conosciuto, istituì una scuola e inventò l’attuale versione dell’alfabeto cirillico. Oggi questo alfabeto è usato ufficialmente, tra gli altri Paesi, in Russia, Bulgaria, Macedonia, Bielorussia, Kirghizistan, Mongolia, Ucraina, Tagikistan, Serbia, Montenegro. Nessuno si aspetterebbe un tale concentrato di storia in una destinazione così sconosciuta alla maggior parte delle persone, invece Ohrid stupisce per le sue testimonianze culturali. Non resta dunque che visitare anche l’Antico Teatro, ogni anno nel mese di agosto sede del prestigioso evento musicale Ohrid Summer Festival, la Fortezza di Samuil che dall’alto domina tutta la città e Old Bazaar Street, la via pedonale che conduce al quartiere turco della città dove tra moschee, spezie e montagne di dolci vi sembrerà per un attimo di essere stati catapultati in medio oriente.

Nelle belle giornate di sole, che qui non mancano, il lago risplende di una gamma di colori che variano dal blu all’azzurro al turchese e percorrere il litorale in auto è una delle avventure on the road più entusiasmanti che si possa fare nei Balcani. Dal finestrino della macchina si ammirano i villaggi dei pescatori da un lato e le barchette colorate in ormeggio dall’altro. Ogni tanto si intravedono spiagge e calette nascoste che, in estate, sono prese d’assalto dalle persone del posto e dagli abitanti di Skopje, la capitale: la Macedonia del nord infatti non ha sbocchi sul mare e il lago è la destinazione estiva prediletta del popolo nord macedone per godersi le calde giornate estive senza dover sconfinare in Grecia o recarsi altrove. Superati i villaggi di Sveti Stefan, Dolno Konjsko, Lagadin e Peshtani, si raggiunge Bay of Bones-Museo sull’acqua. Si tratta della ricostruzione parziale di un antico insediamento su palafitte in legno che, secondo gli studi realizzati in occasione degli scavi archeologici operati nell’area tra il 1997 e il 2005, esisteva lungo la sponda del lago in età preistorica. Il nome Bay of bones deriva dalle numerose ossa di animali e dai frammenti di vario tipo rinvenuti in loco durante gli scavi dagli archeologi. Il museo è composto da 24 repliche di case preistoriche, che consentono di immaginare come fosse la vita comunitaria in quell’epoca, e regala scorci mozzafiato sul lago e la natura circostante.

È il Monastero di Sveti Naum, nell’estremità meridionale della costa, l’ultima tappa lungo il litorale nord macedone del lago di Ohrid. L’antica chiesa, costruita nel XVI secolo su un sito originario preesistente risalente al 905 (il complesso monastico che la circonda è invece del XVIII secolo), è una nota meta di pellegrinaggio in Macedonia del Nord. Sarà per la sacralità del posto (la chiesa è infatti uno dei luoghi devoti dell’ortodossia nei Balcani), sarà per la posizione scenografica in cui è collocata in cima a una collinetta sotto la quale si trova una piccola laguna circondata da una foresta rigogliosa, dove vivono cigni, papere e una famiglia di pavoni, sarà per le viste incomparabili che regala sul lago che nasce proprio qui, le sorgenti si trovano infatti alle spalle del monastero, ma è impossibile non lasciarsi sedurre dall’eleganza e dal fascino di questo luogo unico al mondo. 

 

venerdì 2 luglio 2021

Azioni di sostenibilità virtuosa a San Marino

 

Come abbiamo già scritto, il concetto di sostenibilità è bellissimo e stimolante, ma il problema è come tradurlo in azioni pratiche; l’importante è che ciascuno si ponga il problema e trovi la maniera di attuare azioni conseguenti, che saranno diverse, dipendendo dalle forze di ciascuno e dalle sue specificità; quello che conta è che queste diverse azioni convergano verso un risultato: la sostenibilità ambientale.

Su questo tema a San Marino, la terra della libertà, si sta sperimentando un approccio semplice ed adatto alle caratteristiche del territorio: “Bosco Green. Il bosco degli imprenditori differenti”.

Il progetto – ci spiega Gabriele Geminiani, ideatore del festival - è un’iniziativa del San Marino Green Festival, nata dai cenacoli creativi fra me e Luigi, titolare di Equipe Luigi, parrucchiere a San Marino.

L’impresa può sostenere la transizione ecologica puntando a una profonda collaborazione con i territori. In un momento in cui piantare alberi sembra essere una delle parole d’ordine della transizione ecologica, nella Repubblica di San Marino si rilancia e si punta al rimboschimento, non solo piantando alberi, ma seguendoli durante tutto il loro sviluppo. L’obiettivo è di creare un bosco di comunità, in cui realizzare eventi e progetti didattici con le scuole. In sostanza, si vuol fare in modo che un luogo verde possa essere “partecipato” e vissuto.

Gabriele Geminiani (a dx) e Luigi Ceccoli dell’Équipe Luigi



L’idea è quella di coinvolgere gli imprenditori sammarinesi a piantare o custodire le piante che andranno a rinverdire un suolo pubblico alla Ciarulla, nel castello di Serravalle. In questo modo gli imprenditori (e anche i piccoli artigiani e commercianti) avranno modo di ridurre, fino ad annullare, l’impronta ecologica delle proprie attività. L’operazione viene fatta in collaborazione con la Segreteria di Stato per il Territorio e l’Ugraa, l’Ufficio gestione risorse ambientali ed agricole di San Marino.


Dietro il progetto ‘Bosco Green’c’è l’intento di creare un percorso sostenibile rivolto a tutti gli imprenditori, anche i più piccoli; abbiamo deciso di partire da una particolare piantumazione di alberi, con specie autoctone. Vogliamo prendere per mano ogni professionista per avviarlo a un percorso di consapevolezza verso la sostenibilità della propria azienda. Una sorta di audit con più invitati in cui ognuno mette sul tavolo il proprio concetto di sostenibilità e ciò che più o meno coscientemente ha già messo in campo fino ad ora.

Ci crediamo perché oggi in questo processo di sostenibilità ambientale non mancano le imprese più grandi, che sono forse più facilitate a partecipare ai percorsi di transizione ecologica, mentre le piccolissime, le piccole e le medie imprese hanno una difficoltà dettata anche dalle loro dimensioni imprenditoriali. Noi vogliamo accompagnarle».

- Ma qual è la differenza tra un bosco e un “bosco di comunità”?

«Un’iniziativa del genere – ci risponde - punta al concetto di comunità, inteso come qualcosa che cresce e alle cui radici ha una nuova consapevolezza di relazionarsi con proprio territorio e il proprio ambiente. Dobbiamo rendere estrinseco questo valore aggiunto. Si parte dalle visite e dai progetti didattici con le scuole: le piante dicono molto, possono parlarci di storie e di futuro. Già San Marino Green Festival ha creato un’iniziativa che si chiama “Progetto Flora adotta un albero”, che aveva l’intento di fare incontrare due creature diverse, una animale e l’altra vegetale, affinché si generasse fra loro un dialogo. L’idea era di favorire l’accrescimento nelle persone del sentimento che accudire una pianta è accudire una creatura vivente, osservandola nelle varie fasi della crescita e dello sviluppo stagionale, dalla fioritura, al frutto e al seme. Dalla pianta, ora, passiamo al bosco».

Giampiero Valenza



sabato 1 maggio 2021

I Percorsi della Mobilità Dolce presentati a Montebelluna - Gli interventi di Slovenia,Veneto, Emilia Romagna e Marche

 




 



I Percorsi della Mobilità di Borghi d'Europa,nel quadro del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica), vengono presentati nel corso di dieci incontri di informazione .


Nel primo appuntamento che si è tenuto presso il ristorante IppoBicigrill a Montebelluna, i temi affrontati sono stati quelli delle ciclovie  e dei bioparchi .

Giusto nelle vicinanze del locale, finisce la ciclopedonale la Tradotta che collega Montebelluna a Nervesa, realizzata sulla vecchia linea ferroviaria Montebelluna-Susegana, nata agli inizi del secolo scorso per scopi militari (transitava il treno che portava i soldati al fronte, durante la Grande Guerra, durante i combattimenti tra l’Esercito Italiani e quello Austroungarico nella nota “Battaglia del Solsitizio”).

La pista ciclabile misura 18,5 chilometri, per 6 metri di ampiezza, e attraversa i Comuni di Montebelluna, Volpago del Montello, Giavera del Montello e Nervesa della Battaglia.

E’ stata resa possibile grazie a una lunga trattativa tra Rfi e il Consorzio Bosco del Montello che riunisce i 5 Comuni del Montello (compreso quindi Crocetta del Montello).


Una buona notizia dall'Emilia Romagna : il tratto della Ciclovia del Sole sul tracciato dell’ex ferrovia Bologna-Verona da Mirandola a Sala Bolognese (Osteria Nuova) è stata inaugurata il 13 aprile 2021: 46 km realizzati in due anni dalla Città metropolitana di Bologna, che attraversano 8 comuni (Mirandola, San Felice sul Panaro, Camposanto, Crevalcore, Sant’Agata Bolognese, San Giovanni in Persiceto, Sala Bolognese e Anzola dell’Emilia) con un costo di 5 milioni di euro.


Dalla Slovenia il racconto del Museo Parenzana, a Isola d'Istria.

Il Museo Parenzana a Isola rappresenta la storia e le peculiarità dell’omonima ex ferrovia a scartamento ridotto, che all’inizio del secolo scorso collegava Trieste a Parenzo e così anche l’Istria. Il museo è stato inaugurato nel 2000 e si trova nel centro di Isola. Nel museo potrete vedere le fotografie ed altri documenti che illustrano la ferrovia, le repliche uniche delle locomotive ed una grande carta geografica della Parenzana. Oltre alla storia della ferrovia il museo offre anche una panoramica sugli usi e costumi della popolazione locale e delle bellezze dell’Istria. Una delle raccolte più ricche di repliche dei treni, che ampiamente presentano e scoprono i misteri della Parenzana, sono di proprietà di Josip Mihelič di Isola.


Il tema dei Bioparchi nel racconto del Presidente del BioParcoNoe di Montebelluna, area realizzata da volontari nata il 10 ottobre 2008 (didattica botanica e sociale),gestita da Fare Natura Onlus. Nel corso dell'incontro il contributo del giornalista bologneseGianluigi Pagano, che ha presentato l'esperienza dei BioParchi in Romagna.




Poi è toccata allo chef Accio e al suo staff commentare l'incontro. Accio ha proposto la Pasta di Aldo (Marche) con gli asparagi e una selezione dei formaggi di malga di Alessandro Arioldi (Quel del Formai di Cavaso del Tomba-Tv). Un morlacco stagionato ha 'chiuso' la selezione.

La Panetteria Pandolfo di Montebelluna ha contribuito di par suo all'evento, proponendoil mezzo sale e la ciabatta, fin dalla classica 'scarpetta' per il piatto di pasta.


Spumanti Dal Din di Vidor, ha accompagnato l'incontro, grazie al racconto di Alessandra ed Oscar, che hanno proposto in degustazione i migliori vini della loro pregevole collezione.

“L'impegno e la costante ricerca della qualità contraddistinguono da oltre 60 anni l’attività produttiva della Famiglia Daldin.Passione e orgoglio per l'arte antica dei vignaioli impreziosiscono tutti gli spumanti Daldin, donando loro gusto e stile d'eccellenza “, questo il commento di

Antonella Pianca ( scrittrice,fotografa e Degustatrice AIS Professionale),ospite dell'appuntamento.


venerdì 9 aprile 2021

Il Molino Rachello nei progetti internazionali di Eurosostenibilità

 L'Unione Europea dichiarò il 2018 Anno europeo del Patrimonio Culturale, chiamando gli Stati Membri a realizzare attività ed iniziative volte a valorizzare il patrimonio e a rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini.

Borghi d'Europa partecipò all'Anno Europeo del Patrimonio Culturale sviluppando una iniziativa

di informazione che individuava ben 40 borghi e 40 beni culturali poco conosciuti.

Il viaggio si concluse con un dossier di oltre 2000 servizi informativi multimediali.

Nell'aprile del 2019, Borghi d'Europa presentava a Milano, nella sede del Parlamento Europeo,

la naturale prosecuzione del progetto : la creazione di dieci Percorsi Internazionali sui temi

'unificanti' del dossier.

A distanza di circa un anno e mezzo dalla sua conclusione, il Ministero per i beni e le attività

culturali e per il turismo ha ritenuto necessario valutare quale sia stato l'effetto di questa iniziativa,

stipulando un accordo di ricerca con la Fondazione Scuola Beni e Attività culturali.Lo studio affidato all'Associazione per l'Economia della Cultura, ha la finalità di offrire un repertorio sostematico di evidenze sull'impatto promosso dalle attività che hanno ricevuto il marchio

dell'Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

Fra le 60 realtà coinvolte nella ricerca, vi è anche Borghi d'Europa.

Contemporanemente Borghi d'Europa sviluppa i Percorsi Internazionali nell'ambito del

progetto 'L'Europa delle Scienze e della Cultura', Patrocinato dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica,

Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica) e di ESOF2020 Euroscience Open Forum,Trieste Città Europea della Scienza, nel biennio 2020-2021.

Borghi d'Europa ha deciso dunque di inserire i 40 borghi dell'Anno del Patrimonio Culturale Europeo, nel percorso d'informazione de L'Europa delle Scienze e della Cultura.


Borghi d'Europa ha realizzato nel 2020 a Trieste e Cormons, due incontri in occasione di ESOF2020, Trieste Città Europea della scienza, sul tema della sostenibilità nella filiera agroalimentare.

Nel corso dell'incontro tenutosi al Porto Vecchio di Trieste, nel Quartier Generale di ESOF2020,

il prof. Fantoni,Champion dell'iniziativa, ha affermato che “...una straordinaria eredità di ESOF2020 per Trieste è creare un istituto sulla sostenibilità basato anche sulle idee ascoltate in questi giorni in grado di valorizzare le competenze scientifiche e tecnologiche del territorio, di Trieste Città Europea della Scienza.”

La proposta è stata ribadita nel corso della conferenza stampa di chiusura, alla presenza del Presidente del Consiglio.

Borghi d'Europa ha deciso di far propria questa idea, dando vita immediatamente ad EUROSOSTENIBILITA', Iniziativa internazionale di informazione e comunicazione sulla sostenibilità.

“ Esprimiamo una continuità concreta del progetto 'L'Europa delle Scienze e della Cultura'

sul terreno più congeniale a Borghi d'Europa, che è e rimane soprattutto una rete di informazione”.

Borghi d'Europa ha così iniziato a scegliere le aziende partner : per la filiera del mondo delle

farine la scelta è caduta sul Molino Rachello.






MOLINO RACHELLO: AGRICOLTURA SOSTENIBILE ED ENERGIA VERDE



Il Molino Rachello, con una storia di più di 100 anni, si pone come uno dei più convinti esponenti del movimento della “green economy”, ottenendo, alla fine del secolo scorso, la certificazione di qualità ISO 9001 (secondo molino del Nord-Est ad ottenerla) e la certificazione per la macinazione di cereali biologici; alla produzione convenzionale si aggiunge quindi quella di farina biologica, oggi una delle linee fiore all’occhiello dell’azienda. Ma la vera impostazione sostenibile non si può limitare all’aspetto produttivo e così nel 2011 si procede all’installazione di un primo impianto fotovoltaico, potenziato poi cinque anni dopo, che permette una fortissima riduzione delle emissioni di Co2.


Un evento importantissimo nella storia dell’Azienda è poi, nel 2015 l’istituzione delle Oasi Rachello, un progetto grazie al quale viene tracciata una filiera produttiva al 100% italiana, formata da 30 Aziende fornitrici con sede in 3 Regioni Italiane; Veneto,Friuli-Venezia Giulia e Toscana..

Tale accordo è stato formalizzato ufficialmente tramite un disciplinare, che dimostra la visione aziendale di sostenibilità a 360°, sia dal punto di vista ambientale che socio-economica.


Le nostre farine non sono soltanto ingredienti – ci dice la Sig.ra Sara Rachello - noi di Molino Rachello sappiamo bene che si tratta di un alimento “vivo” e ci impegniamo ogni giorno, con passione e senso di responsabilità, a trasformare questo prezioso dono della terra nel nostro migliore contributo al benessere quotidiano delle persone. Con l’evoluzione del mercato agroalimentare, è aumentata la sensibilità dei consumatori nei confronti dell’alimentazione, fondamentale per garantire un equilibrato apporto nutrizionale al nostro organismo, garantendo uno stile di vita sano e forte.

La grande varierà di cereali che Molino Rachello utilizza nelle farine e nelle miscele nasce dalla profonda ricerca di materie prime selezionate e metodi di lavorazione in grado di conservare intatti tutti i principi nutritivi dei cereali, per dare vita a farine naturali, fresche, buone per il palato e per la salute.

Siamo consapevoli che solo da terre, acque ed aria non inquinate possono nascere cereali sani, in grado di dare vita a farine buone per il palato e per la salute. Rispettare l’ambiente significa per noi rispettare il benessere di ogni nostro Cliente. La sostenibilità ambientale è ottenuta rispettando le risorse naturali e rifiutando l’impiego di sostanze chimiche inquinanti nelle coltivazioni a regime biologico, o in quelle convenzionali. Ridurre gli sprechi in ambito alimentare diventa oggi una necessità morale nei confronti dell’ambiente; è per questo che abbiamo scelto di utilizzare una fonte energetica pulita: l’energia solare. L’installazione di un impianto fotovoltaico da 210 Kw/h ci consente di ridurre le emissioni di co2, e guardare al futuro con attenzione e responsabilità. passione che da sempre contraddistinguono il lavoro di questa azienda tutta italiana, cresciuta per oltre un secolo mantenendo intatta la grande cura e attenzione per la qualità, fiore all’occhiello di ogni prodotto.

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L’Oasi di Villa Bruna in Friuli



Proponiamo quindi una gamma di farine genuine, sicure e dalle elevate qualità nutrizionali, nate dalla macinazione di numerosi tipi di cereali selezionatissimi (dal Grano Tenero al Farro, dal Grano Duro Senatore Cappelli), e dalle qualità nutrizionali ineccepibili.

Il nostro vanto sono soprattutto i prodotti derivati da Grani Antichi, varietà di cereali sopravvissuti nei secoli come colture spontanee e oggi riscoperti, come il Farro Spelta e il Farro Monococco, o varietà autoctone 100% italiane come il Grano Duro Senatore Cappelli, particolarmente sostenibili sia per la salute dell’ambiente per la salute dell’organismo che, in quanto conservano intatte tutta la loro genuinità e le loro preziosissime caratteristiche.


La costante ricerca e l’innovazione ci hanno permesso di adottare un cereale innovativo nella linea di prodotti Molino Rachello: è nata così una nuova farina dal gusto dolce, unico ed inconfondibile. Il Tritordeum Bio, frutto dell’incrocio naturale, 
non ogm, tra orzo selvatico e frumento duro scoperto da studiosi spagnoli nel corso di un percorso di ricerca durato oltre trent’anni. Esso, che da noi è coltivato a regime biologico, viene definito “il cereale del futuro”; infatti, grazie al suo alto contenuto di acido oleico, fibre e fruttani, contribuisce al miglioramento del sistema cardiovascolare e a promuovere l’equilibrio della flora intestinale. Ma possiamo certamente migliorare e fare di più e ci impegniamo a farlo. I punti dell'agenda 2030 saranno la nostra guida per stilare obiettivi a breve, medio e lungo termine da qui e nel prossimo triennio, ai fine di poter migliorare e ottimizzare ancora di più tutti gli aspetti sostenibili e di economia circolare legati alla nostra attività sia nel campo dell'agricoltura che della produzione di farina, sempre nell’ ottica di un prodotto sano e buono sia per tutti noi che per l'ambiente.


Gianluigi Pagano


mercoledì 30 dicembre 2020

Il cammino didattico di Gradnik, nel Percorso Internazionale Le Vie della Letteratura e della Poesia

 



La rete Borghi d'Europa sviluppa per il progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico-jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico-jonica), il Percorso Internazionale La Via della Letteratura e della Poesia.

L'iniziativa si apre nel Comune di Brda, con Il Cammino didattico di Alojz Gradnik.


Nel progetto del Comune di Brda »I sentieri di marcia per i fiori di ciliegio« ha trovato il suo posto anche il cammino didattico di Alojz Gradnik. Il viaggio conduce il visitatore tra le vigne e nel centro del villaggio Medana.
Sul cammino vi accompagnano i versi del poeta che ci invitano fino alle scale invisibili. Queste ultime portano nella casa nativa del poeta, dove potete riposarvi, guardando l’eredita del poeta e leggendo la sua poesia.
La parte naturalistica del Cammino di Alojz Gradnik offre al visitatore il sapere degli alberi tipici del Collio. Il luogo da cui si gode una bella vista è un avvenimento particolare, poiché propone la veduta dei 24 campanili del Collio e i monti distanti. Sul cammino possiamo ammirare il rapporto della gente del Collio con la natura, con la terra.
Il cammino di Alojz Gradnik è ideale per i passeggiatori che nella natura desiderano rinforzare il proprio corpo e lo spirito.

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Tempo richiesto: 1 ora

Lunghezza del cammino: 3 km

Descrizione del percorso:

Inizio del percorso: monumento di Alojz Gradnik davanti il castello di Dobrovo
Il poeta Alojz Gradnik ha fatto un particolare cammino verso il successo nella poesia slovena e le ha dato un enorme sigillo.
la serie della sua raccolta rileva il suo grande amore pei i Collio nativo. Nelle canzoni amorose invece, subisce l’amore come un sentimento distruttivo che conduce alla morte. Allo stesso tempo, nelle canzoni amorose, riflette sul senso della vita umana, la quale è, a dire il vero, un solo esaurimento.

Prima tappa: IL GELSO
Al Collio coltivavano il gelso per i bachi da seta. L’albero è abituato alla siccità e anche al freddo. È ancora presente il gelso nelle nostre parti, però solo come albero ornamentale che offre l’ombra ideale nei mesi estivi.

Seconda tappa: LA VITE
La vite è presente in Europa già dall’Era mesozoica. Ai tempi dello Stato romano, la vite si ampliò al Collio dalla vicina Aquileia e da Cividale. Le varietà più conosciute sono la ribolla, il pinò bianco e grigio e merlò.

Terza tappa: L’ULIVO 
È l’albero del Collio che cresceva nelle posizioni soleggiate tra le viti e sui pendii. Nell’inverno del 1929 gli ulivi gelarono. Hanno ricominciato a piantare l’ulivo qualche anno fa. L’olivo d’oliva è di ottima qualità. La Domenica delle palme è festeggiata con i rametti di ulivo.

Quarta tappa: IL FICO
Il fico è un albero mediterraneo, diffuso anche al Collio. L’albero è interessante per la doppia natalità annuale. Al Collio crescono: beli e črni medoni, belica, kamberji, bonke, … I fichi di vendemmia, maturati durante la vendemmia, venivano essiccati al sole e conservati nelle casse. Li vendevano nei giorni di Natale come frutta secca.

Quinta tappa: LA PRUGNA
Gli abitanti del Collio pelavano le prugne, le solfavano e seccavano. Seccate, erano compresse per due e in questo modo si formavano le gustose prunelle (“pnčaste češpe”).
Le prunelle erano messe nelle casse per il trasporto e per la vendita.

Sesta tappa: LA CILIEGIA
Deriva dall’Asia Minore.  Al Collio conosciamo: čufrce, pontevke, trcinke, prvačnce… Le ciliegie sono il primo frutto dell’anno che portano in casa il primo guadagno. Ai tempi dell’Austria-Ungheria erano un frutto molto apprezzato.

Settima tappa: IL CIPRESSO
La meta del poeta è realizzata, la sua strada è finita.  A Medana, il suo villaggio prediletto, vicino allla sua casa e sotto i cipressi, ha ritrovato l’ultimo riposo (la poesia “Ciprese”). I versi sulla sua tomba sono presi dal sonetto “Večerne sence”.
Nelle famiglie ricche, alla nascita sel bambino, piantavano il cipresso vicino alla casa. A Vipolže (Vipolzano), nel parco castellano del vecchio castello, crescono i cipressi più grandi e secolari sell Slovenia.

Ottava tappa: BIOGRAFIA
Alojz Gradnik nacque nel 1882 a Medana da madre friulana, Lucia Godeasi, e da padre sloveno, Jožef. I genitori ebbero 10 figli. La loro prima abitazione fu la vecchia scuola di Medana, poi le altre case fel paese.
Nonostante la povertà, il padre lo mandò al liceo tedesco di Gorizia. All’esame di maturità prese il massimo dei voti.  A Vienna studiò legge e nell’anno 1907 diventò dottore in legge.
Svolse la professione di avvocato a Gorizia, Cerkno e a Pola. Dopo la prima guerra mondiale lavorò al Ministero degli esteri a Belgrado. Fu il membro delle corti supreme.
Dopo la seconda guerra mondiale si ritirò in pensione e visse a Lubiana, dove mori nel 1967. È sepolto a Medana, nel suo paese nativo.

Contato:
Ufficio informazioni turistiche Brda
Grajska cesta 10
5212 Dobrovo

tel.: + 386 (0)5 395 95 94
e-mail: tic@obcina-brda.si


venerdì 18 dicembre 2020

La Via dei Tratturi e Atessa nella rete di Borghi d'Europa (Patrocinio IAI)


 


 La rete Borghi d'Europa sviluppa sotto il Patrocinio della IAI (Iniziativa Adriatico Jonica,ForumIntergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica), il progetto L'Europa delle scienze e della cultura.

L'Iniziativa Adriatico Ionica (IAI) è un'organizzazione internazionale nata nel 2000 e che raccoglie i paesi che si affacciano sul mar Adriatico e Ionio. È un forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella Euroregione Adriatico Ionica. Il suo segretariato permanente ha sede nella città di Ancona, storico avamposto tra l'Europa occidentale, la Grecia e i Balcani, nella cinquecentesca Cittadella, detta anche Fortezza di Ancona.

La Regione Abruzzo fin dal maggio 2010 aveva espresso l'impegno di aderire alla MacroRegione Adriatico Jonica.

Borghi d'Europa ha inserito la Via dei Tratturi nei Percorsi Internazionali compresi nell'iniziativa L'Europa delle scienze e della cultura, scegliendo Atessa come luogo di riferimento per il viaggio del gusto.

Atessa (L'Atésse in dialetto atessano è un comune italiano di 10 567 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della comunità montana Valsangro. È il più grande comune della provincia per estensione e l'ottavo per popolazione.

Oltre allo sviluppo economico con l'apertura del complesso industriale Honda-Sevel, la città vanta un grande patrimonio storico e artistico, essendo una città molto fiorente durante il Medioevo, prediletta inoltre dalla regina Giovanna II di Napoli nel XV secolo. La fama della città è legata alla leggenda riguardo a un drago ucciso da San Leucio di Alessandria, il patrono della città, la cui costola è conservata nella cattedrale di San Leucio, in posizione predominante nel borgo. 

La presentazione del progetto ha conosciuto un brindisi con il Pecorino 'Tratturo' delle Cantine Spinelli di Atessa, "...vino ideale con tutta la cucina marinara, in particolare con i crudi e i frutti di mare. Si sposa bene anche con piatti delicati a base di carne, con le verdure e i formaggi freschi e semi-stagionati. Ottimo come aperitivo. "