venerdì 2 luglio 2021

Azioni di sostenibilità virtuosa a San Marino

 

Come abbiamo già scritto, il concetto di sostenibilità è bellissimo e stimolante, ma il problema è come tradurlo in azioni pratiche; l’importante è che ciascuno si ponga il problema e trovi la maniera di attuare azioni conseguenti, che saranno diverse, dipendendo dalle forze di ciascuno e dalle sue specificità; quello che conta è che queste diverse azioni convergano verso un risultato: la sostenibilità ambientale.

Su questo tema a San Marino, la terra della libertà, si sta sperimentando un approccio semplice ed adatto alle caratteristiche del territorio: “Bosco Green. Il bosco degli imprenditori differenti”.

Il progetto – ci spiega Gabriele Geminiani, ideatore del festival - è un’iniziativa del San Marino Green Festival, nata dai cenacoli creativi fra me e Luigi, titolare di Equipe Luigi, parrucchiere a San Marino.

L’impresa può sostenere la transizione ecologica puntando a una profonda collaborazione con i territori. In un momento in cui piantare alberi sembra essere una delle parole d’ordine della transizione ecologica, nella Repubblica di San Marino si rilancia e si punta al rimboschimento, non solo piantando alberi, ma seguendoli durante tutto il loro sviluppo. L’obiettivo è di creare un bosco di comunità, in cui realizzare eventi e progetti didattici con le scuole. In sostanza, si vuol fare in modo che un luogo verde possa essere “partecipato” e vissuto.

Gabriele Geminiani (a dx) e Luigi Ceccoli dell’Équipe Luigi



L’idea è quella di coinvolgere gli imprenditori sammarinesi a piantare o custodire le piante che andranno a rinverdire un suolo pubblico alla Ciarulla, nel castello di Serravalle. In questo modo gli imprenditori (e anche i piccoli artigiani e commercianti) avranno modo di ridurre, fino ad annullare, l’impronta ecologica delle proprie attività. L’operazione viene fatta in collaborazione con la Segreteria di Stato per il Territorio e l’Ugraa, l’Ufficio gestione risorse ambientali ed agricole di San Marino.


Dietro il progetto ‘Bosco Green’c’è l’intento di creare un percorso sostenibile rivolto a tutti gli imprenditori, anche i più piccoli; abbiamo deciso di partire da una particolare piantumazione di alberi, con specie autoctone. Vogliamo prendere per mano ogni professionista per avviarlo a un percorso di consapevolezza verso la sostenibilità della propria azienda. Una sorta di audit con più invitati in cui ognuno mette sul tavolo il proprio concetto di sostenibilità e ciò che più o meno coscientemente ha già messo in campo fino ad ora.

Ci crediamo perché oggi in questo processo di sostenibilità ambientale non mancano le imprese più grandi, che sono forse più facilitate a partecipare ai percorsi di transizione ecologica, mentre le piccolissime, le piccole e le medie imprese hanno una difficoltà dettata anche dalle loro dimensioni imprenditoriali. Noi vogliamo accompagnarle».

- Ma qual è la differenza tra un bosco e un “bosco di comunità”?

«Un’iniziativa del genere – ci risponde - punta al concetto di comunità, inteso come qualcosa che cresce e alle cui radici ha una nuova consapevolezza di relazionarsi con proprio territorio e il proprio ambiente. Dobbiamo rendere estrinseco questo valore aggiunto. Si parte dalle visite e dai progetti didattici con le scuole: le piante dicono molto, possono parlarci di storie e di futuro. Già San Marino Green Festival ha creato un’iniziativa che si chiama “Progetto Flora adotta un albero”, che aveva l’intento di fare incontrare due creature diverse, una animale e l’altra vegetale, affinché si generasse fra loro un dialogo. L’idea era di favorire l’accrescimento nelle persone del sentimento che accudire una pianta è accudire una creatura vivente, osservandola nelle varie fasi della crescita e dello sviluppo stagionale, dalla fioritura, al frutto e al seme. Dalla pianta, ora, passiamo al bosco».

Giampiero Valenza



sabato 1 maggio 2021

I Percorsi della Mobilità Dolce presentati a Montebelluna - Gli interventi di Slovenia,Veneto, Emilia Romagna e Marche

 




 



I Percorsi della Mobilità di Borghi d'Europa,nel quadro del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica), vengono presentati nel corso di dieci incontri di informazione .


Nel primo appuntamento che si è tenuto presso il ristorante IppoBicigrill a Montebelluna, i temi affrontati sono stati quelli delle ciclovie  e dei bioparchi .

Giusto nelle vicinanze del locale, finisce la ciclopedonale la Tradotta che collega Montebelluna a Nervesa, realizzata sulla vecchia linea ferroviaria Montebelluna-Susegana, nata agli inizi del secolo scorso per scopi militari (transitava il treno che portava i soldati al fronte, durante la Grande Guerra, durante i combattimenti tra l’Esercito Italiani e quello Austroungarico nella nota “Battaglia del Solsitizio”).

La pista ciclabile misura 18,5 chilometri, per 6 metri di ampiezza, e attraversa i Comuni di Montebelluna, Volpago del Montello, Giavera del Montello e Nervesa della Battaglia.

E’ stata resa possibile grazie a una lunga trattativa tra Rfi e il Consorzio Bosco del Montello che riunisce i 5 Comuni del Montello (compreso quindi Crocetta del Montello).


Una buona notizia dall'Emilia Romagna : il tratto della Ciclovia del Sole sul tracciato dell’ex ferrovia Bologna-Verona da Mirandola a Sala Bolognese (Osteria Nuova) è stata inaugurata il 13 aprile 2021: 46 km realizzati in due anni dalla Città metropolitana di Bologna, che attraversano 8 comuni (Mirandola, San Felice sul Panaro, Camposanto, Crevalcore, Sant’Agata Bolognese, San Giovanni in Persiceto, Sala Bolognese e Anzola dell’Emilia) con un costo di 5 milioni di euro.


Dalla Slovenia il racconto del Museo Parenzana, a Isola d'Istria.

Il Museo Parenzana a Isola rappresenta la storia e le peculiarità dell’omonima ex ferrovia a scartamento ridotto, che all’inizio del secolo scorso collegava Trieste a Parenzo e così anche l’Istria. Il museo è stato inaugurato nel 2000 e si trova nel centro di Isola. Nel museo potrete vedere le fotografie ed altri documenti che illustrano la ferrovia, le repliche uniche delle locomotive ed una grande carta geografica della Parenzana. Oltre alla storia della ferrovia il museo offre anche una panoramica sugli usi e costumi della popolazione locale e delle bellezze dell’Istria. Una delle raccolte più ricche di repliche dei treni, che ampiamente presentano e scoprono i misteri della Parenzana, sono di proprietà di Josip Mihelič di Isola.


Il tema dei Bioparchi nel racconto del Presidente del BioParcoNoe di Montebelluna, area realizzata da volontari nata il 10 ottobre 2008 (didattica botanica e sociale),gestita da Fare Natura Onlus. Nel corso dell'incontro il contributo del giornalista bologneseGianluigi Pagano, che ha presentato l'esperienza dei BioParchi in Romagna.




Poi è toccata allo chef Accio e al suo staff commentare l'incontro. Accio ha proposto la Pasta di Aldo (Marche) con gli asparagi e una selezione dei formaggi di malga di Alessandro Arioldi (Quel del Formai di Cavaso del Tomba-Tv). Un morlacco stagionato ha 'chiuso' la selezione.

La Panetteria Pandolfo di Montebelluna ha contribuito di par suo all'evento, proponendoil mezzo sale e la ciabatta, fin dalla classica 'scarpetta' per il piatto di pasta.


Spumanti Dal Din di Vidor, ha accompagnato l'incontro, grazie al racconto di Alessandra ed Oscar, che hanno proposto in degustazione i migliori vini della loro pregevole collezione.

“L'impegno e la costante ricerca della qualità contraddistinguono da oltre 60 anni l’attività produttiva della Famiglia Daldin.Passione e orgoglio per l'arte antica dei vignaioli impreziosiscono tutti gli spumanti Daldin, donando loro gusto e stile d'eccellenza “, questo il commento di

Antonella Pianca ( scrittrice,fotografa e Degustatrice AIS Professionale),ospite dell'appuntamento.


venerdì 9 aprile 2021

Il Molino Rachello nei progetti internazionali di Eurosostenibilità

 L'Unione Europea dichiarò il 2018 Anno europeo del Patrimonio Culturale, chiamando gli Stati Membri a realizzare attività ed iniziative volte a valorizzare il patrimonio e a rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini.

Borghi d'Europa partecipò all'Anno Europeo del Patrimonio Culturale sviluppando una iniziativa

di informazione che individuava ben 40 borghi e 40 beni culturali poco conosciuti.

Il viaggio si concluse con un dossier di oltre 2000 servizi informativi multimediali.

Nell'aprile del 2019, Borghi d'Europa presentava a Milano, nella sede del Parlamento Europeo,

la naturale prosecuzione del progetto : la creazione di dieci Percorsi Internazionali sui temi

'unificanti' del dossier.

A distanza di circa un anno e mezzo dalla sua conclusione, il Ministero per i beni e le attività

culturali e per il turismo ha ritenuto necessario valutare quale sia stato l'effetto di questa iniziativa,

stipulando un accordo di ricerca con la Fondazione Scuola Beni e Attività culturali.Lo studio affidato all'Associazione per l'Economia della Cultura, ha la finalità di offrire un repertorio sostematico di evidenze sull'impatto promosso dalle attività che hanno ricevuto il marchio

dell'Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

Fra le 60 realtà coinvolte nella ricerca, vi è anche Borghi d'Europa.

Contemporanemente Borghi d'Europa sviluppa i Percorsi Internazionali nell'ambito del

progetto 'L'Europa delle Scienze e della Cultura', Patrocinato dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica,

Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica) e di ESOF2020 Euroscience Open Forum,Trieste Città Europea della Scienza, nel biennio 2020-2021.

Borghi d'Europa ha deciso dunque di inserire i 40 borghi dell'Anno del Patrimonio Culturale Europeo, nel percorso d'informazione de L'Europa delle Scienze e della Cultura.


Borghi d'Europa ha realizzato nel 2020 a Trieste e Cormons, due incontri in occasione di ESOF2020, Trieste Città Europea della scienza, sul tema della sostenibilità nella filiera agroalimentare.

Nel corso dell'incontro tenutosi al Porto Vecchio di Trieste, nel Quartier Generale di ESOF2020,

il prof. Fantoni,Champion dell'iniziativa, ha affermato che “...una straordinaria eredità di ESOF2020 per Trieste è creare un istituto sulla sostenibilità basato anche sulle idee ascoltate in questi giorni in grado di valorizzare le competenze scientifiche e tecnologiche del territorio, di Trieste Città Europea della Scienza.”

La proposta è stata ribadita nel corso della conferenza stampa di chiusura, alla presenza del Presidente del Consiglio.

Borghi d'Europa ha deciso di far propria questa idea, dando vita immediatamente ad EUROSOSTENIBILITA', Iniziativa internazionale di informazione e comunicazione sulla sostenibilità.

“ Esprimiamo una continuità concreta del progetto 'L'Europa delle Scienze e della Cultura'

sul terreno più congeniale a Borghi d'Europa, che è e rimane soprattutto una rete di informazione”.

Borghi d'Europa ha così iniziato a scegliere le aziende partner : per la filiera del mondo delle

farine la scelta è caduta sul Molino Rachello.






MOLINO RACHELLO: AGRICOLTURA SOSTENIBILE ED ENERGIA VERDE



Il Molino Rachello, con una storia di più di 100 anni, si pone come uno dei più convinti esponenti del movimento della “green economy”, ottenendo, alla fine del secolo scorso, la certificazione di qualità ISO 9001 (secondo molino del Nord-Est ad ottenerla) e la certificazione per la macinazione di cereali biologici; alla produzione convenzionale si aggiunge quindi quella di farina biologica, oggi una delle linee fiore all’occhiello dell’azienda. Ma la vera impostazione sostenibile non si può limitare all’aspetto produttivo e così nel 2011 si procede all’installazione di un primo impianto fotovoltaico, potenziato poi cinque anni dopo, che permette una fortissima riduzione delle emissioni di Co2.


Un evento importantissimo nella storia dell’Azienda è poi, nel 2015 l’istituzione delle Oasi Rachello, un progetto grazie al quale viene tracciata una filiera produttiva al 100% italiana, formata da 30 Aziende fornitrici con sede in 3 Regioni Italiane; Veneto,Friuli-Venezia Giulia e Toscana..

Tale accordo è stato formalizzato ufficialmente tramite un disciplinare, che dimostra la visione aziendale di sostenibilità a 360°, sia dal punto di vista ambientale che socio-economica.


Le nostre farine non sono soltanto ingredienti – ci dice la Sig.ra Sara Rachello - noi di Molino Rachello sappiamo bene che si tratta di un alimento “vivo” e ci impegniamo ogni giorno, con passione e senso di responsabilità, a trasformare questo prezioso dono della terra nel nostro migliore contributo al benessere quotidiano delle persone. Con l’evoluzione del mercato agroalimentare, è aumentata la sensibilità dei consumatori nei confronti dell’alimentazione, fondamentale per garantire un equilibrato apporto nutrizionale al nostro organismo, garantendo uno stile di vita sano e forte.

La grande varierà di cereali che Molino Rachello utilizza nelle farine e nelle miscele nasce dalla profonda ricerca di materie prime selezionate e metodi di lavorazione in grado di conservare intatti tutti i principi nutritivi dei cereali, per dare vita a farine naturali, fresche, buone per il palato e per la salute.

Siamo consapevoli che solo da terre, acque ed aria non inquinate possono nascere cereali sani, in grado di dare vita a farine buone per il palato e per la salute. Rispettare l’ambiente significa per noi rispettare il benessere di ogni nostro Cliente. La sostenibilità ambientale è ottenuta rispettando le risorse naturali e rifiutando l’impiego di sostanze chimiche inquinanti nelle coltivazioni a regime biologico, o in quelle convenzionali. Ridurre gli sprechi in ambito alimentare diventa oggi una necessità morale nei confronti dell’ambiente; è per questo che abbiamo scelto di utilizzare una fonte energetica pulita: l’energia solare. L’installazione di un impianto fotovoltaico da 210 Kw/h ci consente di ridurre le emissioni di co2, e guardare al futuro con attenzione e responsabilità. passione che da sempre contraddistinguono il lavoro di questa azienda tutta italiana, cresciuta per oltre un secolo mantenendo intatta la grande cura e attenzione per la qualità, fiore all’occhiello di ogni prodotto.

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L’Oasi di Villa Bruna in Friuli



Proponiamo quindi una gamma di farine genuine, sicure e dalle elevate qualità nutrizionali, nate dalla macinazione di numerosi tipi di cereali selezionatissimi (dal Grano Tenero al Farro, dal Grano Duro Senatore Cappelli), e dalle qualità nutrizionali ineccepibili.

Il nostro vanto sono soprattutto i prodotti derivati da Grani Antichi, varietà di cereali sopravvissuti nei secoli come colture spontanee e oggi riscoperti, come il Farro Spelta e il Farro Monococco, o varietà autoctone 100% italiane come il Grano Duro Senatore Cappelli, particolarmente sostenibili sia per la salute dell’ambiente per la salute dell’organismo che, in quanto conservano intatte tutta la loro genuinità e le loro preziosissime caratteristiche.


La costante ricerca e l’innovazione ci hanno permesso di adottare un cereale innovativo nella linea di prodotti Molino Rachello: è nata così una nuova farina dal gusto dolce, unico ed inconfondibile. Il Tritordeum Bio, frutto dell’incrocio naturale, 
non ogm, tra orzo selvatico e frumento duro scoperto da studiosi spagnoli nel corso di un percorso di ricerca durato oltre trent’anni. Esso, che da noi è coltivato a regime biologico, viene definito “il cereale del futuro”; infatti, grazie al suo alto contenuto di acido oleico, fibre e fruttani, contribuisce al miglioramento del sistema cardiovascolare e a promuovere l’equilibrio della flora intestinale. Ma possiamo certamente migliorare e fare di più e ci impegniamo a farlo. I punti dell'agenda 2030 saranno la nostra guida per stilare obiettivi a breve, medio e lungo termine da qui e nel prossimo triennio, ai fine di poter migliorare e ottimizzare ancora di più tutti gli aspetti sostenibili e di economia circolare legati alla nostra attività sia nel campo dell'agricoltura che della produzione di farina, sempre nell’ ottica di un prodotto sano e buono sia per tutti noi che per l'ambiente.


Gianluigi Pagano


mercoledì 30 dicembre 2020

Il cammino didattico di Gradnik, nel Percorso Internazionale Le Vie della Letteratura e della Poesia

 



La rete Borghi d'Europa sviluppa per il progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico-jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico-jonica), il Percorso Internazionale La Via della Letteratura e della Poesia.

L'iniziativa si apre nel Comune di Brda, con Il Cammino didattico di Alojz Gradnik.


Nel progetto del Comune di Brda »I sentieri di marcia per i fiori di ciliegio« ha trovato il suo posto anche il cammino didattico di Alojz Gradnik. Il viaggio conduce il visitatore tra le vigne e nel centro del villaggio Medana.
Sul cammino vi accompagnano i versi del poeta che ci invitano fino alle scale invisibili. Queste ultime portano nella casa nativa del poeta, dove potete riposarvi, guardando l’eredita del poeta e leggendo la sua poesia.
La parte naturalistica del Cammino di Alojz Gradnik offre al visitatore il sapere degli alberi tipici del Collio. Il luogo da cui si gode una bella vista è un avvenimento particolare, poiché propone la veduta dei 24 campanili del Collio e i monti distanti. Sul cammino possiamo ammirare il rapporto della gente del Collio con la natura, con la terra.
Il cammino di Alojz Gradnik è ideale per i passeggiatori che nella natura desiderano rinforzare il proprio corpo e lo spirito.

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Tempo richiesto: 1 ora

Lunghezza del cammino: 3 km

Descrizione del percorso:

Inizio del percorso: monumento di Alojz Gradnik davanti il castello di Dobrovo
Il poeta Alojz Gradnik ha fatto un particolare cammino verso il successo nella poesia slovena e le ha dato un enorme sigillo.
la serie della sua raccolta rileva il suo grande amore pei i Collio nativo. Nelle canzoni amorose invece, subisce l’amore come un sentimento distruttivo che conduce alla morte. Allo stesso tempo, nelle canzoni amorose, riflette sul senso della vita umana, la quale è, a dire il vero, un solo esaurimento.

Prima tappa: IL GELSO
Al Collio coltivavano il gelso per i bachi da seta. L’albero è abituato alla siccità e anche al freddo. È ancora presente il gelso nelle nostre parti, però solo come albero ornamentale che offre l’ombra ideale nei mesi estivi.

Seconda tappa: LA VITE
La vite è presente in Europa già dall’Era mesozoica. Ai tempi dello Stato romano, la vite si ampliò al Collio dalla vicina Aquileia e da Cividale. Le varietà più conosciute sono la ribolla, il pinò bianco e grigio e merlò.

Terza tappa: L’ULIVO 
È l’albero del Collio che cresceva nelle posizioni soleggiate tra le viti e sui pendii. Nell’inverno del 1929 gli ulivi gelarono. Hanno ricominciato a piantare l’ulivo qualche anno fa. L’olivo d’oliva è di ottima qualità. La Domenica delle palme è festeggiata con i rametti di ulivo.

Quarta tappa: IL FICO
Il fico è un albero mediterraneo, diffuso anche al Collio. L’albero è interessante per la doppia natalità annuale. Al Collio crescono: beli e črni medoni, belica, kamberji, bonke, … I fichi di vendemmia, maturati durante la vendemmia, venivano essiccati al sole e conservati nelle casse. Li vendevano nei giorni di Natale come frutta secca.

Quinta tappa: LA PRUGNA
Gli abitanti del Collio pelavano le prugne, le solfavano e seccavano. Seccate, erano compresse per due e in questo modo si formavano le gustose prunelle (“pnčaste češpe”).
Le prunelle erano messe nelle casse per il trasporto e per la vendita.

Sesta tappa: LA CILIEGIA
Deriva dall’Asia Minore.  Al Collio conosciamo: čufrce, pontevke, trcinke, prvačnce… Le ciliegie sono il primo frutto dell’anno che portano in casa il primo guadagno. Ai tempi dell’Austria-Ungheria erano un frutto molto apprezzato.

Settima tappa: IL CIPRESSO
La meta del poeta è realizzata, la sua strada è finita.  A Medana, il suo villaggio prediletto, vicino allla sua casa e sotto i cipressi, ha ritrovato l’ultimo riposo (la poesia “Ciprese”). I versi sulla sua tomba sono presi dal sonetto “Večerne sence”.
Nelle famiglie ricche, alla nascita sel bambino, piantavano il cipresso vicino alla casa. A Vipolže (Vipolzano), nel parco castellano del vecchio castello, crescono i cipressi più grandi e secolari sell Slovenia.

Ottava tappa: BIOGRAFIA
Alojz Gradnik nacque nel 1882 a Medana da madre friulana, Lucia Godeasi, e da padre sloveno, Jožef. I genitori ebbero 10 figli. La loro prima abitazione fu la vecchia scuola di Medana, poi le altre case fel paese.
Nonostante la povertà, il padre lo mandò al liceo tedesco di Gorizia. All’esame di maturità prese il massimo dei voti.  A Vienna studiò legge e nell’anno 1907 diventò dottore in legge.
Svolse la professione di avvocato a Gorizia, Cerkno e a Pola. Dopo la prima guerra mondiale lavorò al Ministero degli esteri a Belgrado. Fu il membro delle corti supreme.
Dopo la seconda guerra mondiale si ritirò in pensione e visse a Lubiana, dove mori nel 1967. È sepolto a Medana, nel suo paese nativo.

Contato:
Ufficio informazioni turistiche Brda
Grajska cesta 10
5212 Dobrovo

tel.: + 386 (0)5 395 95 94
e-mail: tic@obcina-brda.si


venerdì 18 dicembre 2020

La Via dei Tratturi e Atessa nella rete di Borghi d'Europa (Patrocinio IAI)


 


 La rete Borghi d'Europa sviluppa sotto il Patrocinio della IAI (Iniziativa Adriatico Jonica,ForumIntergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica), il progetto L'Europa delle scienze e della cultura.

L'Iniziativa Adriatico Ionica (IAI) è un'organizzazione internazionale nata nel 2000 e che raccoglie i paesi che si affacciano sul mar Adriatico e Ionio. È un forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella Euroregione Adriatico Ionica. Il suo segretariato permanente ha sede nella città di Ancona, storico avamposto tra l'Europa occidentale, la Grecia e i Balcani, nella cinquecentesca Cittadella, detta anche Fortezza di Ancona.

La Regione Abruzzo fin dal maggio 2010 aveva espresso l'impegno di aderire alla MacroRegione Adriatico Jonica.

Borghi d'Europa ha inserito la Via dei Tratturi nei Percorsi Internazionali compresi nell'iniziativa L'Europa delle scienze e della cultura, scegliendo Atessa come luogo di riferimento per il viaggio del gusto.

Atessa (L'Atésse in dialetto atessano è un comune italiano di 10 567 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della comunità montana Valsangro. È il più grande comune della provincia per estensione e l'ottavo per popolazione.

Oltre allo sviluppo economico con l'apertura del complesso industriale Honda-Sevel, la città vanta un grande patrimonio storico e artistico, essendo una città molto fiorente durante il Medioevo, prediletta inoltre dalla regina Giovanna II di Napoli nel XV secolo. La fama della città è legata alla leggenda riguardo a un drago ucciso da San Leucio di Alessandria, il patrono della città, la cui costola è conservata nella cattedrale di San Leucio, in posizione predominante nel borgo. 

La presentazione del progetto ha conosciuto un brindisi con il Pecorino 'Tratturo' delle Cantine Spinelli di Atessa, "...vino ideale con tutta la cucina marinara, in particolare con i crudi e i frutti di mare. Si sposa bene anche con piatti delicati a base di carne, con le verdure e i formaggi freschi e semi-stagionati. Ottimo come aperitivo. "

 

sabato 28 novembre 2020

Molino Rachello, un bell'esempio nel mondo molitorio

 


 



 

L’anno scorso, di questi tempi, i “canadesi” – invitati dall’Associazione Meridionale Cerealisti – si sono presentati ad Altamura (BA) la capitale del “granaio d’Italia” (con la Sicilia) per un’azione diretta di “pubbliche relazioni” e promuovere così il grano che più di altri vanta  gran qualità… Nell’occasione è uscita la news (che news non è,  perché cosa nota agli addetti ai lavori) che il grano a Manitoba, sia fatto maturare col “doping” (leggi glifosato) comunque al di sotto dei limiti di sicurezza fissati dall’Unione Europea, limiti che (insinuazione?) la UE, ha elevato proprio per consentire a detto grano di essere importato e commercializzato anche in Europa… C’è da considerare il momento di pesante crisi in cui versa il settore del grano duro specie nel Mezzogiorno d’Italia: da 2 anni il prezzo al quintale è di 4-5 euro sotto il costo di produzione, che in quelle zone si attesta intorno ai 22-23 euro circa al quintale - secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) il prezzo ultimamente si è tenuto stabile sui 27-28 euro al quintale… Ciò vuol dire che un agricoltore (se ha terreno di proprietà) vende il proprio raccolto a 1.050 euro all’ettaro, avendo avuto costi per 850 euro (…).   Speculazione al ribasso che potrebbe addirittura crescere quando le importazioni, che si concentrano nel periodo a ridosso della raccolta, influenzano i prezzi di un mercato non sempre “trasparente”… anche per il grano bulgaro che arriva via mare a Bari (migliaia di tonnellate!) “triangolato” da navi battenti bandiera di Singapore o della Turchia, grano, questo, che con il prezzo e la qualità di quello canadese, proprio non ha niente a che spartire! 
In questo “variegato” contesto, non per fortuna, ma per professionalità e competenze, brilla un nome che è sinonimo di ottima reputazione: Molino Rachello!
Parliamo dell’apice della piramide del grano tenero, con una produzione di oltre 2000 quintali di macinato al giorno ottenuti dalla migliore selezione dei grani e con le più innovative tecnologie di lavorazione e rigorosi controlli qualitativi, che danno vita a farine genuine, sicure e dalle elevate qualità nutrizionali, farine fornite a centinaia di panifici artigianali, pizzerie e industrie alimentari. Questa la cronistoria: gli albori risalgono all’ormai lontano 1855 comprovati da una copia dell'“istromento” - l'atto notarile della compravendita di un terreno - che segna l'avvio dell’attività di Molino Rachello. Un'antica storia di mugnai che, in realtà, ha avuto origine molto anni prima.  Andrea Rachello - 90 anni oggi - rappresenta la quarta generazione, lui affitta un Molino a Cendon di Silea, nella provincia di Treviso e l’anno dopo, i figli, Carlo e Giovanni, decidono di acquistarlo. Dopo 50 anni di attività molitoria, nasce la “Ditta F.lli Rachello s.n.c. di Andrea e Giuseppe Rachello” e l’attività si trasferisce a Musestre di Roncade nel cuore del Parco Naturale del Fiume Sile. Nel 1992 il Molino F.lli Rachello s.a.s. ottiene la certificazione di qualità ISO 9001 (secondo molino del Nord-Est ad ottenerla) e quella per la macinazione di cereali Biologici; alla produzione convenzionale si aggiunge anche la farina biologica (oggi una delle linee fiore all’occhiello dell’azienda). Nel 2006 la capacità produttiva arriva a oltre 2.000 quintali di grano tenero macinato al giorno, con un’altissima qualità di servizio e di prodotto fornita a centinaia di panifici artigianali e di industrie alimentari. Nel 2011 l’installazione di un impianto fotovoltaico da 160Kw/h, permette di ridurre le emissioni di Co2 e nel 2015, il progetto “Oasi Rachello” di filiera tracciata 100% italiana è formalizzato ufficialmente tramite un disciplinare, che dichiara anche la visione aziendale di sostenibilità a 360°, sia dal punto di vista ambientale che socio-economica. Nel 2016 ulteriore ampliamento dell’impianto fotovoltaico a 210Kw/h e nel 2018 l’implementazione di un Progetto Sostenibilità in collaborazione con Assindustria Venetocentro di Treviso, per limitare ancor di più l’impatto ambientale e rendere gli interi processi aziendali sempre più ecosostenibili. Oggi, presso il Molino, la nuova generazione di Rachello, con la passione e l’attenzione per la qualità intatte, tutto è sempre al 100% italiano e  al 100% tracciabile.  I numeri: 3 regioni, 30 aziende agricole, 1 team di agronomi dedicato, 1 progetto di agricoltura sostenibile con disciplinare, certificazione ISO 22005, 10 farine 100% italiane.  Il Molino garantisce una filiera con materia prima di eccellenza grazie al grande rispetto nei confronti del territorio e dell’ambiente, poiché solo da terre, acque ed aria non inquinate possono nascere cereali sani, in grado di dare vita a farine genuine e naturali, rese così adatte alle diverse destinazioni d’uso.  Per questo da sempre il Molino predilige progetti ecosostenibili, selezionando zone agricole in aree naturali o protette - Oasi Rachello -  favorendo gli agricoltori che scelgono coltivazioni biologiche e non OGM e impegnandosi in particolare con coltivatori locali, con i quali fa rete, per prendersi cura del benessere dei clienti.  I maestri dell’Arte Bianca che hanno scelto di affidarsi a dette Oasi, contribuiscono a fornire un prodotto finale di qualità superiore e dalle proprietà uniche e gli agronomi, costantemente presenti, assistono gli agricoltori nell’applicazione del concordato disciplinare di coltivazione per garantire elevati standard. In un momento economicamente difficile, nel settore del grano, ce ne fossero di molini Rachello!
(GfL)

Molino Rachello srl
di Roncade, Via Everardo, 51, 31056 Musestre TV